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Badia a Passignano il piĆ¹ spettacolare monastero del Chianti

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La vista della Badia a Passignano, immersa tra le colline del Chianti, sorprende i nostri ospiti che arrivano a Poggio a Vento o gli ospiti di Villa Torricella, che la possono raggiungere facilmente dall’uscita Tavarnelle della Superstrada Siena-Firenze seguendo i cartelli. Vi invitiamo a fermarvi lungo la strada per fotografare il bellissimo complesso medievale: il tramonto è un momento speciale, ma la veduta di Badia a Passignano è spettacolare a tutte le ore del giorno!

La visita del Monastero

Se volete una visita con una guida abilitata che vi racconti la storia del monastero, l' opera degli artisti che qui hanno lavorato e i segreti dei capolavori qui custoditi vi potete rivolgere all'Associazione Ars Longa: le guide che l' hanno creata sono entusiaste sostenitrici e conoscitrici delle bellezze del territorio toscano. www.arslongatoscana.com.

Briciole di storia del monastero, uno dei più antichi in Chianti

Le torri che coronano il monastero ci raccontano la storia dei monaci Vallombrosani che si stabilirono qui prima della metà del Mille. Nel Medioevo, dovevano difendersi durante le lunghe guerre fra Firenze guelfa e Siena ghibellina, dagli eserciti avversari che devastavano la regione. La Badia a Passignano era un monastero ricco di fattorie e terre; per questo alla fine del Quattrocento Lorenzo il Magnifico dette il monastero in commenda a suo figlio, cardinale Giovanni de’ Medici, futuro papa Leone X. Il monastero ha subito due soppressioni: la prima nel 1808 durante il periodo napoleonico, la seconda nel 1866 per volere del Regno d’Italia. I monaci sono finalmente tornati in possesso della struttura nel 1986.

La chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa abbaziale, dedicata a San Michele Arcangelo, ha una facciata romanica coronata dalla statua del Santo: l’ originale, conservato all’ interno, è uno dei pochi esempi di scultura romanica toscana ed è datato al secolo XI. L’ interno è diviso in due parti da un tramezzo ligneo decorato con due tavole dipinte, attribuite a Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, pittore rinascimentale: furono pagate nel 1549 da don Raffaello Nuti, ricco monaco di Badia. Il Nuti commissionò anche gli stalli del coro a Bastiano di Michele Confetto, intagliatore fiorentino del Rinascimento che lavorò anche col Vasari alla fabbrica degli Uffizi a Firenze. Gli stalli sono conclusi da cartigli con versi dai Salmi, in latino, greco antico ed ebraico, a testimonianza dell’alto livello culturale dei monaci.

La tomba del Santo

Il fondatore dell’ Ordine Vallombrosano, San Giovanni Gualberto, morì a Badia a Passignano il 12 luglio 1073. La sua cappella funeraria, a sinistra dell’ altare maggiore, fu completamente rinnovata per volontà dell’ abate Aurelio Tabagini nel 1580. Alessandro Allori, artista al servizio della corte medicea, disegnò la nuova decorazione e ne affidò l’ esecuzione al suo allievo ed amico Giovanni Maria Butteri che portò a termine il progetto. L’ affresco nel transetto di fronte alla cappella rappresenta il momento della ricognizione dei resti del Santo prima che venissero riposti nella nuova tomba, nel novembre 1580. Tra il pubblico riunito in chiesa per questo evento si ritrovano contadini, nobildonne, il granduca regnante Francesco I de’ Medici, gli abitanti del villaggio. Tra la folla il pittore, che si è rappresentato con un grembiule ed un curioso copricapo bianco.

Un pittore locale del Seicento: Domenico Cresti detto “Il Passignano”

Il rinnovamento della cappella maggiore fu affidato agli inizi del Seicento ad un artista nato in un podere vicino di proprietà dei monaci, Domenico Cresti, più tardi conosciuto col soprannome di Il Passignano. L’ artista, tornato da un viaggio a Roma e a Venezia, disegnò gli elementi architettonici e dipinse le tre pale d’ altare dedicate a San Michele. Affrescò anche la cupola con una rappresentazione del Paradiso, dove le schiere angeliche cantano e suonano per la gloria di Dio.

Il monastero e i capolavori del Rinascimento

Il monastero è ancora abitato dalla comunità monastica che ne apre una parte al pubblico. Nel Capitolo, adiacente alla chiesa, è esposto un bellissimo Crocifisso ligneo, opera di alta qualità dei primi del Cinquecento di cui ancora non si conosce l’ autore. Attraversato il chiostro, perfetto esempio di architettura rinascimentale degli anni Settanta del Quattrocento, il visitatore entra nel refettorio. Come in tutti i cenacoli, la parete di fondo è affrescata con una Ultima Cena, fra i primi capolavori del celebre pittore Domenico Ghirlandaio. Ghirlandaio preparò i disegni per l’ affresco nel 1476 e lasciò a Badia la sua attiva bottega, guidata dal fratello Davide e dal cognato Bastiano Mainardi. Il maestro veniva ogni tanto per essere pagato e per dipingere i dettagli più significativi. La scena è ambientata in uno spazio architettonico dipinto secondo le precise regole della prospettiva rinascimentale; gli incredibili dettagli dei volti, delle stoviglie e l’uso della luce mostrano chiara l’influenza della pittura fiamminga, già conosciuta a Firenze dagli inizi del Rinascimento. Accanto al Refettorio, la grande cucina monastica ha conservato attraverso i secoli il suo arredo originale, con le pentole, le padelle, le stoviglie, e il grande focolare intorno a cui si sedevano i monaci durante le fredde giornate invernali. Il percorso termina nel giardino all’ italiana, dove aggiunte in stile neogotico, come i merli, le finestre della facciata, le torrette, testimoniano la trasformazione del complesso realizzata agli inizi del XX secolo. Il monastero soppresso era stato acquistato da una nobile famiglia polacca, che decise di trasformarlo in un castello, aggiungendo diversi elementi in stile neomedievale.

Vino e cibo a Badia a Passignano

Dopo la cultura, regalatevi il piacere di sedere a tavola. A Badia a Passignano troverete ottimi ristoranti: per primo L’ Osteria di Passignano dei Marchesi Antinori: l’ Osteria ha in affitto la splendida cantina medievale dell’ abbazia, e saranno lieti di mostrarvela. L’ Antica Scuderia e la Cantinetta di Passignano vi offrono, oltre ad una eccellente scelta di piatti, un grande spazio dove pranzare o cenare all’aperto. Volete solo un pasto leggero ma succulento? Una schiacciata ripiena e un bicchiere di vino? Il vostro posto è il Di Vino bar, da cui si gode anche una splendida vista sui vigneti.

 
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